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martedì 2 aprile 2013

Una Chernobyl italiana alle porte di Milano? Il caso della fonderia di Rovello Porro. INCREDIBILE!


A 27 anni di distanza, nelle regioni contaminate dal fallout di Chernobyl, le persone continuano ad ammalarsi e i bambini a morire per cancri e leucemie. Fra le tante Chernobyl (e adesso Fukushima) dimenticate, ci siamo imbattuti - a distanza di 24 anni - in una Chernobyl tutta italiana.

Massimo Bonfatti*, Paolo Scampa**
Nel nostro lavoro di ricerca di classificazione degli incidenti nucleari, siamo soliti ricercare - per formazione e per quanto possibile - i dati di reale incidenza sull'ecosistema e sulla salute dei residenti. La vicenda di Rovello Porro, però, ci ha colti di sorpresa e non ne abbiamo capito subito la portata, anche perché ci siamo trovati in presenza di una documentazione che ci ha reso attoniti per la sua carenza e per la difficoltà di venirne in possesso, pur essendo avvezzi alle censure in merito.

Scegliendo, però, di non abbandonarci ad una teorica cultura del sospetto o a semplici ragionamenti dietrologici, abbiamo cominciato a volerne sapere di più estrapolando i maggiori dati possibile dalle poche informazioni presenti, facendo calcoli e proiezioni. E subito si è impossessato di noi un grande senso di apprensione e preoccupazione che ci porta oggi a chiederne spiegazioni e ragioni: è possibile che, in 24 anni e dopo 24 anni, il silenzio sia l'unica giustificazione ad una situazione radiologica che, dall'interpretazione dei dati, sembra ancora oggi di una gravità che confina col criminale?

Continua la strage di delfini nel Tirreno. Morbillo? No, sono malati d’uomo


L’ennesimo delfino morto – una stenella striata, per la precisione – è stato trovato stamattina su una spiaggia della Toscana. Dall’inizio dell’anno è la decima stenella in Maremma, la 25° in Toscana, la 56° nel Tirreno; la 68° se si considerano tutti i cetacei spiaggiatisi lungo il Tirreno.

E’ in corso una strage: solo una piccola parte delle vittime finisce a riva, il numero complessivo possiamo solo immaginarlo.

Di solito si mette l’accento sul fatto che sono colpiti da un virus analogo al nostro morbillo. Balle. O meglio: le analisi hanno effettivamente riscontrato che circa il 50% degli animali trovati sulle spiagge è entrato in contatto con il Dolphin morbillivirus (il virus “parente” del nostro morbillo, appunto) e che il 65% è positivo al Photobacterium damselae damselae, un batterio molto comune negli organismi acquatici.

Però secondo l’Accobams, un ente inter governativo che si occupa della conservazione dei cetacei nel Mediterraneo e nel Mar Nero, virus e batterio non spiegano nulla: i cetacei del Tirreno sono malati d’uomo, e non di morbillo.

Il Gian Paolo Vanoli show diventa internazionale!


L'Huffington Post commenta le "teorie mediche" di Gian Paolo Vanoli

Una decina di giorni fa era esplosa la questione (http://in-formarsi.blogspot.it/2013/03/pillole-di-demenza-gian-paolo-vanoli.html) “Movimento 5 Stelle e vaccini che fanno diventare gay“, emersa in seguito di un’intervista rilasciata a Vice da Gian Paolo Vanoli, attivista del Movimento di Segrate. La faccenda aveva scatenato parecchio sconcerto nell’opinione pubblica: Vanoli, che si definiva un “giornalista investigativo” con una “decennale esperienza” in Scienze della Nutrizione e Medicina Naturale, oltre a decantare le proprietà terapeutiche di un bel bicchiere di urina al dì, aveva dichiarato né più né meno che “quando il vaccino viene introdotto nel bambino, questo poi cresce e cerca di trovare una propria personalità, e se questa viene inibita dal mercurio o dalle sostanze vaccinali che si introducono nel cervello diventa gay”. Una teoria che non aveva mancato di suscitare parecchie perplessità e lo sdegno delle associazioni LGBT.

L’INTERO DNA DELL’UOMO E’ STATO COPERTO DAI BREVETTI


LA CORTE SUPREMA USA CHIAMATA AD ESPRIMERSI SUI DUE “FRAMMENTI LUNGHI” Brca1 e Brca2

Chi è il «proprietario» dei geni? Sono brevettabili quei piccoli frammenti di Dna alla base della vita? Da oltre 30 anni le autorità giuridiche di tutto il mondo stanno discutendo proprio della brevettabilità del Dna.Interrogandosi sulla liceità che qualcuno possa accampare diritti su un prodotto della natura, del creato. E questo non riguarda solo i geni, ma anche la funzione di determinate cellule. Il prossimo appuntamento dell’annoso dibattito è fissato per il 15 aprile, quando la Corte suprema degli Stati Uniti dovrà esprimersi riguardo ai brevetti detenuti da Myriad Genetics su due importanti geni la cui mutazione espone le donne a un più elevato rischio di cancro al seno: i geni Brca1 e Brca2. Su un piatto della bilancia della giustizia c’è la natura «creatrice» di questi geni, sull’altro pesano le ricerche per isolarli e individuarne gli effetti. I giudici dovranno valutare quanta ingegnosità è stata impiegata dalla Myriad Genetics per isolare e caratterizzare Brca1 e Brca2. E quanto le tecniche adottate fossero così originali da giustificare la tutela brevettuale.

SICILIA: TANTI BAMBINI MALFORMATI


Neonati con sei dita alle mani o ai piedi. Alcuni venuti al mondo senza un orecchio, altri senza il palato. Idrocefali con teche craniche di dimensioni abnormi.

di Gianni Lannes
Gela (foto da Liberainformazione.org)
Quando arrivi a Gela, lembo estremo della Trinacria un tempo a misura di essere umano, il tanfo di morte ti aggredisce senza tregua. Sono le narici - per chi non è abituato - a farne subito le spese. Ma più di tutto e di tutti, da 47 anni sono i bimbi a pagare le conseguenze più drammatiche nella totale indifferenza delle istituzioni locali e delle autorità centrali che hanno favorito impunemente questa situazione di abominio.

I numeri ufficiali attestano che a Gela le malformazioni sono sei volte superiori alla media nazionale. Numeri in costante aumento, finiti ancora una volta - e come sempre - sul tavolo della Procura della Repubblica che ha aperto la solita immancabile inchiesta, per far luce sulle cosiddette responsabilità (arcinote). Sul banco degli imputati i veleni della raffineria Eni. Un incubo alla luce del sole che miete ogni giorno le figlie ed i figli di Gela: esseri indifesi che quotidianamente cadono sotto la scure degli agenti chimici che dal 1965 inquinano la città e gran parte della provincia di Caltanissetta. Attualmente sono una trentina i casi all’esame di un gruppo di periti. Trenta bambini con gravi malformazioni causate dalla contaminazione ambientale. Le loro famiglie, adesso, chiedono giustizia.

lunedì 1 aprile 2013

L’Ue torna alla carica con il Ccs


di Maria Ferdinanda Piva
L’iniezione dell’anidride carbonica nel sottosuolo ha più potenzialità di innescare terremoti rispetto al già famigerato fracking
Rischiamo seriamente di prendercelo in quel posto dall’Unione Europea. Mi riferisco allo stoccaggio sotterraneo dell’anidride carbonica – conosciuto come Ccs, carbon capture and storage– di cui Bruxelles è tornata ora ora a parlare.

Lo schemino esemplifica di cosa si tratta, salvo il fatto che l’anidride carbonica, di solito, è sepolta lontano dal luogo in cui viene prodotta. Fuor di metafora, il “posto” in questione sarebbe probabilmente da scegliere fra le decine e decine di pozzi esausti di petrolio e di gas che punteggiano il territorio nazionale.

Non è mica una cosa da ridere. Il Ccs è molto costoso, è remunerativo solo se finanziato con soldi pubblici ed è la più pericolosa fra le tecnologie che coinvolgono sottosuolo ed energia: l’Accademia delle Scienze degli Usa dopo accurati studi e valutazioni ha stabilito che ha più potenzialità di innescare terremoti rispetto al già famigerato fracking.

L’anidride carbonica è il principale gas dell’effetto serra e dei cambiamenti climatici. La immettiamo nell’atmosfera bruciando i combustibili fossili – gas, petrolio, carbone – per produrre energia elettrica, scaldarci d’inverno, far funzionare i mezzi di trasporto.

sabato 30 marzo 2013

Le api stanno scomparendo davvero, è un danno incalcolabile per l’ecosistema


"Se le api dovessero scomparire, al genere umano resterebbero cinque anni di vita", non so se fu Einstein a dirlo ma di certo chiunque l’abbia detto sapeva molto bene quanto questo insetto sia fondamentale per l’ambiente e per l’uomo.

Sono anni che si parla di un aumento della moria di api, ma da alcuni mesi la questione è diventata drammatica, sia per le dimensioni del fenomeno che abbraccia l’intero pianeta, sia perché sarà difficilissimo se non impossibile recuperare la situazione. Intanto non si ha alcuna certezza sulle cause, se non che con molta probabilità sia un insieme di elementi che sta favorendo la scomparsa delle api: insetticidi, fitofarmaci, ogm, inquinamento atmosferico, cambiamenti climatici repentini, scarsità d’acqua, elettromagnetismo. Tutti elementi che riconducono in gran parte al nostro scellerato modo di vivere e alla convinzione che con la parola “scienza” tutto sia giustificato, anche se questa “scienza” si è da tempo piegata ai poteri forti, alle multinazionali che dettano le vere regole sociali ed economiche.

Pensiamo ad esempio alla miriade di ripetitori, di antenne che circondano il mondo “civile”, pensiamo che abbiamo raggiunto i 4 milardi di telefonini e in pochi mesi arriveremo a cinque (ovviamente anche noi siamo sensibili a tutto questo, eccome, l’aumento di tumori è esponenziale e le indagini che da anni stanno effettuando sull’uso regolare del cellulare stanno sempre più dimostrando quanto sia pericoloso per il cervello, l’apparato uditivo, le ghiandole salivari ecc.).
La coltivazione di piante ogm fa la sua parte, tant’è che nonostante si tenti di arginarne la diffusione, è sufficiente il vento a favorirne la moltiplicazione spontanea, tanto da esserne stata scoperta la presenza persino in aree a coltivazione biolgica e nei prodotti da esse ottenuti, dal miele alla frutta, dalle verdure al grano.

venerdì 29 marzo 2013

ASPO aveva ragione sul picco del petrolio


Salute e Ambiente
Questo articolo di Stephen Hren fa il punto sulle previsioni che ASPO aveva fatto qualche anno fa sul futuro del petrolio. Viene fuori che ASPO ha avuto ragione in varia misura su quasi tutta la linea. Ma su un punto ha sbarrocciato completamente: i membri di ASPO ritenevano che, di fronte all'evidenza, tutti si sarebbero accorti del problema del picco del petrolio. E' andata esattamente al contrario.

Di Stephen Hren
Da “huffingtonpost.com”. Traduzione di MR
Proprio prima della fine del millennio, le prove hanno cominciato ad accumularsi. Il mondo è stato perlustrato molte volte in cerca dell'ultimo pozzo generoso di petrolio greggio. Le scoperte di nuovo petrolio hanno raggiunto il picco negli anni 60 e sono crollate da allora. I giacimenti supergiganti, il termine dei petrolieri per quei pozzi in grado di tirar fuori milioni di barili al giorno o più non sono più stati trovati e quelli in estrazione stavano cominciando ad accelerare il proprio declino, da Prudhoe Bay al campo Ghawar a quello di Cantarell. Sicuro, c'era altro “petrolio” la fuori, ma era intrappolato in acque molto profonde o bloccato in formazioni di roccia dura che doveva essere fratturata a caro prezzo per far uscire il petrolio. Questi giochi potevano funzionare, ma solo se il prezzo del petrolio fosse rimasto molto alto e anche allora il tasso di flusso non avrebbe mai compensato quello dei supergiganti e giganti dai quali il mondo dipende per per le decine di milioni di barili che servono ogni giorno perché l'economia continui a pulsare.

Così, gli ex geologi petroliferi Colin Campbell e Ken Deffeys hanno cominciato a suonare il campanello d'allarme. “Ehi!” hanno gridato a pieni polmoni, “non possiamo mantenere questo flusso di petrolio per sempre! Anche se usiamo tutte le fonti non convenzionali come le sabbie bituminose, il petrolio dell'Artico, ecc. la quantità sarà sempre di menonel corso di questo secolo. E quegli altri tipi di petrolio sono molto più sporchi e a più alta densità di carbonio del petrolio che abbiamo usato finora”!

Continua l'anomalia ionosferica sull’India: normalità o preoccupazione?


Misteri Salute e Ambiente
La registrazione di una enorme anomalia ionosferica e gravitazionale, sta mettendo in allarme gli scienziati di tutto il mondo. Dai dati scientifici provenienti dai satelliti, l’enorme anomalia ionosferica è centrata sull’India. Non è mai stato visto nulla di simile in passato.

Queste le immagini di oggi 29 Marzo 2013:


La zona gravitazionale più debole sopra l’Oceano Indiano e il sud dell’India potrebbe significare che c’è una sorta di buco, ovvero un posto “vuoto” intorno all’India sud-occidentale. Nessuno sa dare ancora una spiegazione a questo fenomeno.

ITALIA NUCLEARE: VIA LIBERA AL PERICOLOSO CEMEX


Salute e Ambiente
Lo Stato italiano sceglie la strada più facile, ma moltiplica a dismisura il grave rischio nucleare.

Italia, ecomafie- foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
«Nel Cemex i rifiuti radioattivi liquidi saranno cementati e condizionati in vista del loro trasferimento al Deposito Nazionale» recita l'ultimo comunicato stampa della Sogin (28 marzo 2013), la società per azioni - in netto ritardo sui tempi di dismissione - controllata dal ministero del Tesoro, che dal 1999 ha l'incarico di “bonificare” l'atomo civile. Ora il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti approva la realizzazione del complesso Cemex che consentirà di cementare e condizionare i rifiuti radioattivi liquidi ad alta attività (i più pericolosi) presenti nell'impianto Eurex di Saluggia (Vercelli). Queste scorie saranno conservate all'interno del deposito temporaneo D3, in vista del loro successivo trasferimento al Deposito Nazionale.
Lo rende noto la Sogin che nei giorni scorsi ha firmato il contratto d'appalto per la progettazione esecutiva e la costruzione del complesso, attività che saranno ultimate in 42 mesi. «Una tappa fondamentale - rileva l'azienda - per proseguire le attività di bonifica dell'impianto Eurex».

Nuove mappe energetiche mondiali:la Russia cede alla Cina diritti sull'Artico


Economia Finanza Salute e Ambiente
I nodi tra Russia e Cina si stringono sempre di più. E chissà che questo non rappresenti anche un allontanamento dall'Europa...

 di
Sicuramente il principale motivo è la fame energetica di Pechino, e si sa che chi ha qualcosa da vendere tende ad avvicinarsi a chi ha più bisogno di comprare.
Abbiamo parlato molte volte di petrolio (e gas) artico, delle prospettive per i nuovi giacimenti e delle battaglie per i diritti di sfruttamento tra i vari Paesi del Nord in particolare ora che con lo scioglimento dei ghiacci si aprono nuove possibilità.
Ma non era mai accaduto finora che tali diritti diventassero oggetto di accordi internazionali sulle forniture di petrolio. La prima volta succede tra Russia e Cina, e questo è un segnale di come si stiano ridisegnando le mappe energetiche mondiali.

L'accordo è stato firmato dal presidente cinese Xi Jinping in Russia, e prevede che la Cina raddoppi le importazioni di petrolio dalla Rosneft a 620 mila barili al giorno, sfidando la Germania come principale acquirente dei russi. Inoltre, si stabilisce anche la costruzione di un gasdotto sempre tra Russia e Cina.
In cambio di simili ghiotti affari, e di un così consistente incremento delle proprie esportazioni energetiche verso i vicini del sud, la Russia concede alla China National Petroleum Corp la possibilità di procedere ad esplorazioni offshore nell'Artico. Con l'aiuto finanziario di altre compagnie come Exxon, Statoil e, guarda guarda, la nostrana ENI che fa spesso capolino in questi casi.

Insomma, i nodi tra Russia e Cina si stringono sempre di più. Sicuramente il principale motivo è la fame energetica di Pechino, e si sa che chi ha qualcosa da vendere tende ad avvicinarsi a chi ha più bisogno di comprare. Ma non è da escludere, chissà, che l'avvicinamento alla Cina rappresenti in contemporanea l'inizio di un allontanamento della Russia dall'Europa. Il che, visto il trattamento che è stato loro riservato ultimamente, non dovrebbe stupire nessuno. Bisogna vedere, però, se alla fin fine tutto ciò ci convenga davvero.

Fonte: http://petrolio.blogosfere.it
Link:http://petrolio.blogosfere.it/2013/03/clamoroso-la-russia-cede-alla-cina-diritti-sullartico.html#more


Novanta testate atomiche sotto i nostri piedi


Salute e Ambiente
Le bombe nelle basi Usa di Ghedi Torre (Brescia) e Aviano (Pordenone). Silenzio assoluto sugli arsenali. Un accordo americano copre tutto.

  di Fabrizio Di Ernesto
Tre tipi diversi di bombe ,da 0,3 a 170 chilotoni. Genererebbero una distruzione 900 volte superiore a quella prodotta su Nagasaki o Hiroshima.
I primi ordigni giunsero nel 1957
Per ben due volte nell’arco degli ultimi 15 anni milioni di italiani si sono recati alle urne per dire no alla possibilità, per il nostro Paese, di sviluppare e produrre energia nucleare per scopi civili. Questi stessi italiani però, forse, non sanno che possediamo un vero e proprio arsenale nucleare. La cosa appare assurda e paradossale considerando che nel 1975 Roma ha sottoscritto il Trattato di non proliferazione nucleare, eppure sul nostro suolo si trovano poco meno di un centinaio di testate atomiche. Per l’esattezza sono stipate 90 bombe di questo tipo, poco più della metà di queste ovvero 50 nella base Usa di Aviano nei pressi di Pordenone, mentre le restanti si trovano custodite nella base statunitense di Ghedi Torre nel bresciano.

Tecnicamente parlando si tratta di armi tattiche, di potenza e gittata minore rispetto a quelle strategiche quindi, denominate B61; queste sono bombe gravitazionali che per essere utilizzate devono essere lanciate da aerei appositi, o almeno compatibili, attualmente potrebbero essere lanciate solo dagli F16 o dai Tornado; hanno una potenza che può variare in relazione alla tipologia ed alla grandezza essendone state costruite presumibilmente di tre tipi diversi, da 0,3 a 170 chilotoni che se utilizzate genererebbero una distruzione 900 volte superiore a quella prodotta su Nagasaki o Hiroshima.

giovedì 28 marzo 2013

Google Street View a Fukushima: le citta' fantasma vittime del nucleare


Salute e Ambiente
Nonostante siano passati due anni dal disastro, alla gente del luogo non è ancora permesso rientrare a Namie-machi. Molti sfollati hanno chiesto di vedere lo stato attuale della loro città. Per motivi di sicurezza ciò non è stato possibile, almeno fisicamente.

Grazie al sindaco di Tamotsu Baba, Namie-machi è finita su Google. Le auto di Street View hanno attraversato il paese catturando immagini panoramiche della città abbandonata esattamente così com'è oggi. Le immagini sono adesso a disposizione su Google Maps, tra esse quella di questa strada, una delle arterie principali di Namie-machi, spesso utilizzata per eventi all'aperto, come i Ten Days of Autumn festival, con 300 bancarelle di strada e 100.000 visitatori.

E' ufficiale: i pozzi di reiniezione sono causa di terremoti. Il 5.7 Richter a Oklahoma


Salute e Ambiente
Già i numeri parlano chiaro: fino al 2000 nel midwest USA c'era una media di 21 terremoti l'anno. Nel 2009 sono passati a 50. Nel 2010 a 87 e nel 2011 ci sono stati 134 terremoti. Cioè dal 2000 al 2011 - in undici anni - un fattore 6 di aumento.


In Oklahoma in particolare hanno usato pozzi dismessi per circa 17 anni per re-iniettarci la monnezza dai pozzi "normali". A partire dal 2006 si è aumentata la pressione di stoccaggio per mancanza di spazio fisico. L'idea era: compatto e spingo e comprimo di piu' nei pozzi esistenti. Il risultato e' stato che di li a poco la terra ha ceduto e sono iniziati i terremoti.

Nel 2011 infatti ci fu un susseguirsi di eventi sismici in uno stato relativamente calmo dal punto di vista sismico che suscitò tantissime domande da parte di residenti e scienziati.

Fra questi il piu' grande mai registrato nella storia dell'Oklahoma: di grado 5.7 Richter.

Furono distrutte 14 case, e ci fu il ferimento di due persone.

Da subito si parlò della possibilità che i terremoti fossero stati scatenati dall'attività umana collegata ai vari pozzi di gas da fracking in zona. Ovviamente i petrolieri cercavano invece di minimizzare con "è un fatto naturale".

Articolo del 15 novembre 2011
Oggi 26 Marzo 2013 è una certezza che questi terremoti sono da collegarsi ai pozzi di reinizione
e soprattutto - e questo è importante secondo me - che i primi terremoti di bassa intensità, scatenati dai pozzi di reiniezione, a loro volta ne hanno causato di maggiori.

E' quello che diciamo sempre: un evento minore da origine ad uno maggiore, fino ad arrivare a 5.7 Richter in zona non sismica!

Tutto questo è contenuto in un articolo appena pubblicato sulla rivista Geology. (Estratto)

Qui ricercatori dell'Universita' dell'Oklahoma, assieme a quelli della Columbia University e del U.S. Geological Survey affermano che i terremoti del 2011 sono stati causati dalle forti pressioni nei pozzi di reiniezione usati per le attività petrolifere convenzionali e che questi terremoti hanno poi causato una serie a cascata di altri terremoti, culminati nell'evento da 5.7 Richter.

L'articolo afferma anche che le migliaia di pozzi di reiniezione nell'Oklahoma pongono forti rischi a lungo termine per la stabilità del terreno e per la sicurezza dei residenti.

E cosa dicono i petrolieri?

``We have not had a chance to review this study so we can't comment on its findings''

La pace di Ponzio Pilato.

Fonte: http://dorsogna.blogspot.it
Link: http://dorsogna.blogspot.it/2013/03/oklahoma-terremoto-da-pozzo-di.html


mercoledì 27 marzo 2013

Sibari come Pompei, intervenire prima che sia troppo tardi


Cultura e Società Salute e Ambiente
Il 18 gennaio un’ondata di piena dovuta allo straripamento del fiume Crati, ha ricoperto l’area archeologica di Sibari, vicino Cosenza. Un immenso patrimonio storico giace sotto strati di fango e i danni, se non si interviene subito, potrebbero essere inestimabili.

di Valentina Valente

Area archeologica di Sibari
Il 18 gennaio un’ondata di piena dovuta alla straripamento del fiume Crati, ha ricoperto l’area archeologica di Sibari, vicino Cosenza
Migliaia di anni di storia ricoperti da una spessa coltre di fango. È quanto accaduto all’area archeologica di Sibari (Cosenza), perla della Calabria ionica e antichissimo crocevia di popoli e culture. Dopo lo straripamento del fiume Crati, duecentomila metri cubi di acqua e fango hanno inghiottito tutto, dal Parco del Cavallo alle fontane monumentali, fino ad un impianto termale del I secolo. Sul caso è stata aperta un’indagine per accertare eventuali responsabilità e parte dell’area è stata messa sotto sequestro.

L’allarme era stato già lanciato nel 2010 dalla sovrintendenza regionale che a gran voce aveva richiesto la manutenzione dei canali di bonifica a causa dell’elevato rischio di inondazione. L’appello è rimasto inascoltato e l’ondata di piena è arrivata puntuale il 18 gennaio a ricoprire pezzi di storia di inestimabile valore. L’ennesimo disastro annunciato, spettacolo tristemente noto, frutto di mala gestione e noncuranza a cui, dopo Pompei, è difficile abituarsi.

Pezzetti di plastica nel cioccolato Nestlè


Salute e Ambiente
Altri guai per la Nestlè con i suoi prodotti ancora sotto accusa. Sembra essere sempre più vera la credenza che solo mangiando prodotti fatti in casa con le proprie mani si può essere sicuri di non trovare veleni, insetti o addirittura pezzi di plastica.

Di solito quando si va al supermercato si cercano i prodotti di marca proprio perchè spesso sono sinonimo di garanzia. Dopo quello che è succeso nell’ultimo mese non sappiamo più però cosa avviene nella case di produzione.

Ora l’ultima novità: dopo il ritiro dalla vendita di alcuni lotti di pizza surgelata Buitoni per via della presenza di "corpi estranei", avvenuto lo scorso dicembre da parte di Nestlé, e dei tortellini a marchio Buitoni contenenti carne di cavallo non dichiarata in etichetta, l’azienda svizzera si trova ad affrontare una nuova vicenda spinosa, legata questa volta alle uova di Pasqua e ad altri prodotti a base di cioccolato, a partire dal suo famoso Kit Kat.

NUOVI SCHIAVI


Politica Salute e Ambiente
La schiavitù è stata formalmente abolita in quasi tutto il mondo, eppure il numero degli schiavi aumenta sempre più. Uomini, donne, vecchi e bambini.

Italia - foto Gilan
Migrante in Italia - foto Gilan

Gli occidentali hanno inventato il commercio dell’essere umano. Dal Ghana e dal Senegal gli schiavi finivano in Brasile, Colombia, Cuba, nei Caraibi dello zucchero e nell’America delle piantagioni. L’abolizione decisa dalle potenze europee al Congresso di Vienna (1815) resta lettera morta. Nel 1808 la schiavitù viene condannata negli Usa, ma ci vorrà una guerra civile dal 1861 al 1865 per abolirla, ma solo sulla carta. Nel 1848 viene vietata nelle colonie francesi e in Gran Bretagna. Se nel Ghana viene abolita dagli inglesi un secolo fa, in Africa centrale la pratica continua alla luce del sole.

martedì 26 marzo 2013

Usa, sparisce una fialetta con un virus letale


Salute e Ambiente
Il Guanarito uccide con emorragie interne.

Il virus Guanarito si trasmette attraverso i topi.
Allarme rosso negli Stati Uniti. Dal bio-laboratorio del governo americano di Galveston, in Texas, è sparita una delle sole cinque fiale contenenti il letale virus 'Guanarito', proveniente dal Venezuela.
Indagini sono in corso sotto la supervisione dell'Ufficio per la ricerca sulla Difesa biologica dell'Istituto nazionale della salute Usa, ma gli investigatori per ora non sospettano alcun atto criminale, bensì un errore umano.

PREOCCUPAZIONE ELEVATA - La preoccupazione tuttavia è elevata: quello di Galveston è uno dei laboratori di massima sicurezza Usa, in cui sono custoditi gli unici esemplari del virus dell'ebola, del vaiolo ed altri campioni di malattie incurabili e per i quali non c'è vaccino.
Come il virus dell'ebola infatti, hanno spiegato i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), il 'Guanarito' causa febbri con emorragie sotto pelle, negli organi interni e dagli orifizi del corpo.
Non vi è alcun trattamento per la malattia e la mortalità arriva fino al 20% di chi la contrae. Il virus è trasmesso usualmente tra i roditori e i ricercatori sospettano che non possa sopravvivere nella popolazione di animali del Nord America, ma in Venezuela alcune centinaia di casi sono stati registrati anche tra le persone.

«CADRANNO MOLTE TESTE» - «È un incidente grave e che farà cadere molte teste», ha osservato William Shaffner, presidente di medicina preventiva alla Vanderbilt university ed ex presidente della Fondazione per le malattie infettive, «ma sarebbe stato ancora più allarmante se fosse andata perduta una fiala di antrace».
L'opinione dell'università del Texas, da cui il laboratorio di Galveston dipende, è che la provetta sia andata perduta «durante le procedure di sterilizzazione» che distruggono il materiale pericoloso, per errore di un impiegato.

Fonte: http://www.lettera43.it
Link: http://www.lettera43.it/cronaca/usa-sparisce-una-fialetta-con-un-virus-letale_4367589144.htm


lunedì 25 marzo 2013

Cina, allarme anatre morte


Salute e Ambiente
Oltre mille carcasse sono state recuperate in un fiume, mentre i maiali sono 15 mila.

Foto Web
Dopo i maiali il nuovo allarme ambientalista in Cina riguarda le anatre. Mentre continua ad aumentare il numero dei suini trovati morti nel fiume Huangpu di Shanghai, nella provincia meridionale del Sichuan, nel fiume Nanhe, nella contea di Pengshan, sono state ritrovati oltre mille cadaveri di anatre. Secondo quanto riferisce la stampa locale, dal fiume sono state estratte una sessantina di buste contenenti gli animali morti, mentre la causa dei decessi resta sconosciuta.

PRIME MISURE - Le autorità locali si sono affrettate a far sapere che nonci sono pericoli per la popolazione, in quanto la maggior parte della gente vive lontano dal fiume e non prende da lì l'acqua per il consumo giornaliero. In ogni caso è stata aperta un'indagine e gli agricoltori che dovessero gettare o aver gettato animali morti nel fiume rischiano dure punizioni.

ALLARME MAIALI - Intanto sul fronte maiali, si sono oramai superate le 15 mila carcasse recuperate e le autorità stanno ancora indagando sull'origine dell'epidemia di circovirus porcino che ha portato alla morte la maggior parte dei suini.

Fonte: http://www.lettera43.it
Link: http://www.lettera43.it/ambiente/cina-allarme-anatre-morte_4367588947.htm


venerdì 22 marzo 2013

IL CORPO UMANO: MONOPOLIO DELLO STATO


Salute e Ambiente
di Gianni Lannes
Il corpo dell’essere umano non è intangibile, non è sacro, e non è di proprietà della persona che lo indossa. Infatti, in Italia dal 1999, grazie alla legge numero 91, si prelevano gli organi al momento della morte, anche se da vivi non è stato mai espresso l’assenso: è sufficiente non averlo rifiutato espressamente. In altri termini, il consenso si presume, giacché vale la norma grottesca, anzi  incostituzionale, appunto, del silenzio-assenso. E non vale l’eventuale opposizione dei familiari all’espianto di organi, da un corpo nel quale batte ancora il cuore, pur essendone stata dichiarata la morte cerebrale. Insomma, va in scena in camera operatoria un crimine legalizzato a tutti gli effetti dall’Autorità per eccellenza che detiene anche e soprattutto, il monopolio “legale” della violenza.

Anche in Gran Bretagna (dal 1986), Stati Uniti d’America e Svezia (dal 1987) è possibile espiantare organi, ma là, almeno, è obbligatorio il consenso ineludibile dei parenti.