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venerdì 29 marzo 2013

Una nuova trappola europea


Banche Economia Finanza Politica
Un mare di sigle per annegarci nel debito. Dopo il notissimo MES (e la compagine di ERF, ELA, ecc...), una pioggia di nomi nasconde il più elementare obiettivo della grande finanza: spillarci soldi per finanziare le banche. Mentre Cipro è al fallimento, in Europa infatti pensano a come prelevare i soldi dai nostri conti correnti e a un' unione bancaria gradita al Fondo Monetario Internazionale. L'unione bancaria prenderà corpo attraverso una nuova autorità europea, coperta da segreto professionale, con poteri superiori a quelli statali, è potrà utilizzare il MES per finanziare direttamente le banche.


Fonte: http://ilpuntotv.blogspot.com
Link:http://ilpuntotv.blogspot.com/2013/03/una-nuova-trappola-europea.html


mercoledì 27 marzo 2013

The international: messaggio nascosto a chi di dovere?


Banche Cultura e Società
Mi sto apprestando a tradurre in italiano il bellissimo articolo di Michael RiveroAll wars are bankers’ wars” (Tutte le guerre sono guerre di banchieri) dove viene esposta la stessa tesi di Bill Still nel suo “The money Masters“, solo che in una forma molto più concisa, meno prolissa, accattivante. Vedendo che nell’articolo viene ripresa una clip del film The International, che avevo già visto, sono tornato a vederlo incuriosito.

Guardandolo in effetti con occhio un po’ più critico, si scoprono alcune cose interessanti. Di cosa tratta il film? Un classico poliziesco, dove una coppia di agenti dell’Interpol, lui Clive Owen (Inside man, Elizabeth) lei Naomi Watts (Fair Game, The impossible, Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni, ecc.) impegnati in una indagine contro una grande banca internazionale, la IBBC (International Bank for Business and Credit, difficile non notare la somiglianza del nome con la tristemente famosa BCCI, la Bank of Credit and Commerce International, centrale di sostegno e finanziamento di una vastissima rete di traffici illegali). Una quasi omonimia certamente non per caso.

E se nel materasso ci installassi una cassaforte?


Banche Economia Finanza Grecia
L'Euro-Follia, esplosa in maniera delirante sul caso Cipro, continua a manifestare tutti i suoi effetti distruttivi...
Per non voler smollare 5-6 miliarducoli a questi Ciprioti brutti&cattivi che "reciclano" i soldi dei Russi brutti&cattivi...si sta rischiando un effetto contagio 1.000 volte superiore.

L'Euro di Cipro è diventato di serie B...
Nelle Banche coinvolte il salasso (o se preferite il prelievo forzoso) sui conti correnti sopra i 100mila euro potrebbe superare anche il 50%...
In vista della riapertura della banche prevista per domani, si stanno elaborando pesanti limitazioni alla circolazione dei capitali, ai bonifici, all'uso degli assegni e delle carte di credito, alla possibilità di portare contanti all'estero etc
E sull'argomento continua il TOTALE SILENZIO (assenso?) da parte di tutta la Politica Italiana...

lunedì 25 marzo 2013

Bankia -52%. Per salvarla in fumo investimenti di 350.000 spagnoli


Banche
Si tratta degli investitori che avevano acquistato il titolo nel 2011. Ma ora l'Unione europea ha imposto una valutazione minima di 0,01 euro. In questo modo la banca riceverà iniezioni di capitale. I detentori di obbligazioni perderanno...

L'agenzia S&P ha inoltre tagliato il rating a BB-
ROMA (WSI) - Crollo per le quotazioni della banca spagnola Bankia, con il titolo che scivola fino a -52% avvicinandosi a quota 0,01 euro.

La nuova valutazione è stata imposta dall'Unione europea, in un momento in cui il gruppo si prepara a ricevere una iniezione di capitale di 10,7 miliardi di euro dai fondi di salvataggio europei.

La valutazione minima imposta cancellerà gli investimenti di 350.000 spagnoli che hanno acquistato i titoli di Bankia nel 2011, quando la banca nacque dalla fusione di sette casse di risparmio.


A seguito della iniezione di capitale, Bankia darà il via a uno split share split - di fatto un’aggregazione azionaria che genera azioni di maggiore valore - convertendo 100 titoli in uno. I nuovi titoli avranno un valore pari a 1 euro.

I titoli azionari di Bankia hanno terminato le contrattazioni di venerdì scorso a 25 centesimi di euro per azione. Quando la banca sbarcò in Borsa, il suo valore era pari a 3,75 euro per azione.

I titolari di obbligazioni del gruppo subiranno invece perdite del 36-38%.

L'agenzia S&P ha inoltre tagliato il rating a BB-.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/?idhp=2
Link: http://www.wallstreetitalia.com/article/1530972/lobby/bankia-52-per-salvarla-in-fumo-investimenti-350-000-spagnoli.aspx


giovedì 21 marzo 2013

Anche la Slovenia in attesa dei macellai della troika


Banche Economia Finanza
Il sesto paese malato grave dell’eurozona si chiama Slovenia. Quello che era stato indicato come uno dei “miracoli” del passaggio dal socialismo balcanico al capitalismo liberista sta nella scomoda posizione del paziente in sala d’attesa.

Il problema serio è che dall’altra parte della porta c’è la sala operatoria dove i macellai della Troika trasformano una società con problemi in uno zombie senza più struttura riconoscibile, senza forze, avvitato in una spirale recessiva di cui nessuno riesce a intuire il fondo.

Il Pil di Lubjana, nel 2012, è sceso drasticamente: -2,3%. La disoccupazione è salita al 10% e il sistema bancario nostra segni sempre più evidenti di crisi. Le “sofferenze” – ovvero i crediti non recuperabili, sette miliardi di euro – costituiscono ormai il 20% del prodotto interno lordo. Del resto la Slovenia è un picolo paese, poco più grande di Cipro, senza grandi risorse nazionali né una struttura industriale degna di nota. Anche qui, dunque, lo “sviluppo” capitalistico ha assunto la forma dell’ipertrofia finanziaria, grazie a capitali richiamati a colpi di tasse ridicole sulle imprese o sugli “investimenti”. Anche qui, come altrove, la crisi finanziaria ha tranciato la normale circolazione, generando le “sofferenze”.

Non mancano i problemi politici, con un governo costretto di recente alle dimissioni per ricorrenti casi di corruzione.

Cipro: un altro passo nel delirio. Il punto di Monia Benini


Banche Economia Finanza Politica
L'occupazione e la conquista di Cipro da parte dell'Europa delle banche e del Fondo Monetario Internazionale. Una guerra senza armi, il nostro Risiko quotidiano, fra aspetti noti e altri molto meno noti, di quello che ormai può definirsi un olocausto dei popoli europei.

Fonte: http://ilpuntotv.blogspot.it
Link: http://ilpuntotv.blogspot.it/2013/03/cipro-un-altro-passo-nel-delirio.html



mercoledì 20 marzo 2013

Slovenia, la nuova Cipro?


Banche Economia Finanza
L'economia ha perso il 2,3% nel 2012 e le sofferenze bancarie sono il 20% del Pil. Se vuole evitare l'intervento europeo, Ljubiana dovra' ricapitalizzare gli istituti in crisi di liquidita'. La premier Bratusek puo' contare su una maggioranza risicata.

La nuova primo ministro sloveno Alenka Bratusek. Chiedera' oggi la fiducia al Parlamento.
NEW YORK (WSI) - Fino a pochi anni fa era una delle economie modello della 'nuova' Europa che avanza. Negli ultimi tempi si e' trovata tuttavia a dovere fare i conti con una crisi economica e finanziaria di crescente entita'. Cosi' la Slovenia rischia di diventare la nuova Grecia o il nuovo Cipro - visti gli ultimi sviluppi - dell'Eurozona.

Il parlamento sloveno si appresta a dare l'incarico a un nuovo esecutivo, il cui obiettivo principale sara' quello di mettere in ordine i conti del sistema bancario in estrema difficolta'.

Se non dovesse riuscirci, incontrera' lo stesso destino della Grecia e - piu' di recente - di Cipro, vedendosi costretta a ricorrere agli aiuti internazionali.

La coalizione della premier Alenka Bratusek puo' contare su 47 seggi nel Parlamento composto da 90 posti. Questo dovrebbe consentirgli di superare - anche se di misura - il primo test, quello del voto di fiducia.

Germania: "banche cipriote potrebbero non riaprire mai più"?


Banche
NEW YORK (WSI) - Il caso Cipro rischia di provocare gravi conseguenze e di tradursi in un vero e proprio sequestro dei conti correnti.

Dopo la decisione del Parlamento di Nicosia di bocciare con 36 voti contrari e 19 astensioni il bailout condizionato al prelievo forzoso sui depositi bancari, toni da ricatto o minacce arrivano dalla Germania.

Tra questi, quello che fa accapponare di più la pelle, ovvero quello secondo cui le banche cipriote rischiano di non riaprire più, stando a quanto scrive Nbc News.

La dichiarazione sarebbe arrivata dallo stesso ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, stando a quanto riportato da un report della BBC.

I principali istituti di credito ciprioti saranno "insolventi in assenza di fondi di emergenza", ha detto il ministro, criticando la decisione del Parlamento di Nicosia di rifiutare il piano di salvataggio e lasciando intendere in questo modo che i risparmiatori potrebbero perdere tutti i loro soldi in assenza di un accordo con le autorità europee.

Intanto i media greci parlano di un accordo con cui la banca Cyprus Popular Bank sarebbe stata venduta agli investitori russi, ma il governo di Cipro, stando a quanto riporta Reuters, ha negato una tale indiscrezione.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com
Link: http://www.wallstreetitalia.com/article/1527594/crisi/germania-banche-cipriote-potrebbero-non-riaprire-mai-piu.aspx


martedì 19 marzo 2013

Cipro, il Parlamento boccia il prelievo forzoso sui conti correnti. Trattative aperte con Mosca


Banche Cronaca
Il presidente ha dichiarato che il governo ha dei non meglio precisati «piani» alternativi, di cui però, almeno finora, la Commissione europea si è detta all'oscuro.

Le proteste e le polemiche sollevate dalla decisione sulla tassazione di tutti i depositi, da cui lo Stato avrebbe ricavato 5,8 miliardi da sommare ai prestiti internazionali
Il Parlamento di Cipro ha bocciato il piano concordato con Ue e Fmi, che chiedeva un prelievo forzoso sui depositi bancari in cambio del salvataggio da 10 miliardi di euro: 36 i voti contrari, 19 le astensioni, nessun voto a favore. La notizia era nell'aria, dopo che il presidente dell'assemblea aveva lanciato un appello ai deputati affinché votassero contro il piano: «La risposta non può che essere una: no al ricatto», aveva detto. Ma prima della seduta persino il partito del presidente Nicos Anastasiades aveva annunciato l'astensione , una mossa per bloccare la misura senza rompere con i creditori internazionali, in modo da rafforzare la posizione del Paese nei negoziati.

Bocciato il compromesso per non tassare i prelievi sotto i 20mila euro

Dopo le proteste e le polemiche sollevate dalla decisione sulla tassazione di tutti i depositi, da cui lo Stato avrebbe ricavato 5,8 miliardi da sommare ai prestiti internazionali, il Governo aveva messo a punto alcune modifiche alla legge, per rendere più progressivo il prelievo ed escludere le somme più basse, come peraltro raccomandato anche dall'Eurogruppo riunitosi di nuovo lunedì in teleconferenza. In particolare, la bozza di legge dell'esecutivo cipriota prevedeva l'esenzione per i depositi bancari fino a 20.000 euro, mantenendo una tassazione al 6,75% per i conti tra 20.000 e 100.000 euro e al 9,9% per i depositi oltre i 100.000 euro. Restava da definire come trovare i 300 milioni di euro - la stima è della Banca centrale cipriota - che sarebbero venuti a mancare esentando dal prelievo i depositi più bassi.

Cipro dice NO all'Europa. Pesante sconfitta per tutti i banksters Ue


Banche Cronaca
Sussulto di dignita' del parlamento di Nicosia: con 36 voti contrari e 19 astensioni, bocciato il prelievo forzoso sui depositi bancari, chiesto dalla troika come parte del piano di salvataggio da 17 miliardi di euro, pari al 140% del Pil. La Bce promette liquidita'. Ma l'Europa trema. Non possiamo non dirci ciprioti.

Sussulto di dignita' del parlamento di Nicosia: con 36 voti contrari e 19 astensioni, bocciato il prelievo forzoso sui depositi bancari.
NICOSIA (WSI) - Il parlamento di Cipro, con 36 voti contrari e 19 astensioni, ha bocciato l'introduzione di un prelievo forzoso sui depositi bancari bancari, una misura chiesta dagli altri partner dell'Eurozona e del Fondo Monetario Internazionale, per dare il via al piano di salvataggio di circa 17 miliardi di euro, pari al 140% del Pil.

Leggi anche: Non possiamo non dirci ciprioti

''La Bce prende atto della decisione del parlamento di Cipro e resta in contatto con gli altri partner della Troika (Bce-Ue-Fmi,NdR). Ribadisce l'impegno a fornire tutta la liquidita' necessaria nell'ambito delle attuali regole'', cosi' la nota dell'Eurotower. Il comunicato arriva dopo il voto del parlamento di Cipro che ha bocciato il prelievo forzoso sui depositi bancari. Una misura richiesta dai partner dell'Eurozona e dal Fondo Monetario Internazionale come condizione per attivare il salvataggio del sistema bancario del paese.

lunedì 18 marzo 2013

Speciale Cipro/Europa: Stupidità Europea. Lunedì 18 Marzo Inizio della Fine


Banche Economia Finanza
L’Europa ha violato ogni elementare fondamento del diritto di proprietà a Cipro
No qui non si tratta di Cipro. E’ un errore di concetto, qui si tratta dell’Europa e dei suoi principali azionisti.

E’ finito il sogno europeo. La inaudita e folle decisione di espropriare i correntisti ciprioti per salvare “le banche” mette fine a qualsiasi velleità di sopravvivenza dell’Europa e della moneta comune così come la conosciamo.


Non è neppure giusto prendersela unicamente coi tedeschi, la decisione che ha portato a rompere l’inviolabiltà dei conti correnti per salvataggi esterni (nessuna differenza fra banche solide e banche fallite) è stat presa da FMI, Cipro e l’Eurogruppo!

E nell’Eurogruppo ci siamo anche noi, c’è il governo Italiano il quale sarebbe bene fosse chiamato in parlamento al più presto a rispondere di questa porcata suicida.

sabato 16 marzo 2013

Ecco come "salveranno!" Cipro e ruberanno i soldi ai Ciprioti


Banche Economia Finanza
Tedeschi Impazziti: Minacciano I Depositi Bancari Ciprioti, Collasso Imminente a Nicosia e Potenzialmente per l’Euro.

Finisce il mito dell’intangibilità, anzi, della sacralità del deposito bancario europeo: a Cipro potrebbero pagare i depositanti. Coloro che hanno messo i soldi (Ciprioti, ma soprattutto russi) nei conti correnti.
La bomba l’ha gettata OGGI dal Ministro delle Finanze Tedesco:
La notizia è questa da ekathimerini (media mainstream greco):
“Cyprus state broadcaster CyBC reported on Saturday that German Finance Minister actually entered the Eurogroup meeting on Friday proposing a 40  percent haircut on Cypriot bank accounts. Finance Minister Michalis Sarris stated on Saturday  that this had also been the proposal of the International Monetary Fund.”
Ed ecco il meccanismo proposto dalla Germania:
Il 60% del salvataggio (Bailout) del sistema bancario Cipriota sarà pagato dai depositanti con questo tipo di schema:
I risparmiatori con oltre 100.000€ depositati pagheranno una tassa del 9,9% sul totale depositato in conto corrente
I risparmiatori con meno di  100.000€ depositati pagheranno una tassa del 6,7% sul totale depositato in conto corrente
Non ci sono limiti minimi di salvaguardia
I depositi in branch estere di banche cipriote non verranno toccati.

lunedì 4 marzo 2013

Il punto della situazione: L'ITALIA E' IN BANCAROTTA


Banche Cultura e Società Economia Finanza Politica Salute e Ambiente
di Paolo Cardenà
L’anno scorso hanno chiuso i battenti quasi 380.000 mila imprese, oltre mille al giorno. Secondo quanto riportato di recente dalla CGIA di  Mestre, almeno un'impresa su due, delle piccole e medie imprese rimaste, pagano a rate i propri collaboratori, o si indebitano per poterlo fare. Stanno  anche accumulando debiti tributari crescenti, o ricorrono al credito esterno per poter sostenere il carico fiscale. La pressione fiscale,  per le imprese, è del 75% o forse più. Mentre il livello in rapporto al Pil ha superato la soglia del 44%.

Dall’inizio della crisi, i titoli di credito (assegni bancari o postali, cambiali, tratte ecc. ecc.) che alla scadenza non hanno trovato copertura sono cresciuti quasi del 13%.

Sempre secondo quanto ci riferisce l'Associazione di Mestre, le sofferenze bancarie in capo alle aziende hanno subito un incremento del 165%.

giovedì 7 febbraio 2013

"Banchieri troppo importanti per andare in prigione"


Banche Finanza
Quello che è passato inosservato è il fatto che nessuno dei responsabili di questa colossale operazione criminale sia stato rinviato a giudizio.

 Massimo Mazzucco
C'erano addirittura degli sportelli riservati appositamente ai trafficanti di droga.
Già ci stiamo abituando al concetto di "banca troppo grande per fallire", che è stato usato spesso, negli ultimi anni, per salvare i grossi gruppi bancari (es. Lehman Borthers) con nuovi finanziamenti ex-nihilo da parte del governo americano.

Ma ora spunta anche il concetto di banchiere "troppo importante per andare in prigione".

Non stiamo scherzando: è questa la motivazione usata dal Ministero di Giustizia americano per spiegare il mancato rinvio a giudizio dei dirigenti della banca HSBC, dopo che una commissione senatoriale ha accertato la sua estesa attività di riciclaggio di denaro criminale a livello mondiale.


La HSBC conta più di 7000 sedi in 80 paesi diversi, e nel 2011 ha denunciato un profitto di 22 miliardi di dollari. La commissione senatoriale ha scoperto che la HSBC aveva una rete di 1200 filiali che "fornivano a gruppi del crimine organizzato servizi in dollari americani, compreso servizio di trasferimento fondi, scambio di valuta, strumenti monetari ed altri tipi di transazioni finanziarie."

"La HSBC - ha concluso la commissione - è stata il principale condotto finanziario attraverso il quale veniva riciclato il denaro sporco dei cartelli di droga colombiano e messicano".

L'applicazione dei regolamenti sul controllo contro il riciclaggio era talmente "rilassata", in alcune filiali della HSBC in Messico, ...

... che c'erano addirittura degli sportelli riservati appositamente ai trafficanti di droga. Costoro arrivavano a depositare anche centinaia di migliaia di dollari nello stesso giorno, senza che scattasse nessun controllo.

I media americani hanno dato grande risalto al rapporto della commissione senatoriale, strombazzando ai quattro venti che la HSBC è stata condannata a pagare una multa di quasi 2 miliardi di dollari - la più alta multa mai comminata ad una banca per infrazioni di questo tipo.

Quello che è passato inosservato è il fatto che nessuno dei responsabili di questa colossale operazione criminale sia stato rinviato a giudizio.

Come ci informa il New York Times, il Ministero di Giustizia “ha deciso di non perseguire la HSBC nel caso di riciclaggio poichè teme che l'azione penale potrebbe mettere in pericolo una delle più grandi banche del mondo, arrivando a destabilizzare il sistema finanziario globale."

Il Daily Telegraph ha commentato che "le grandi banche sono diventate troppo grosse per essere portate in tribunale, a causa dell'impatto che l'azione penale avrebbe sulla fiducia che si nutre verso di loro".

La "fiducia" naturalmente non è quella del normale cittadino, il quale continua a rischiare la galera se ruba una mela o se viene trovato con in tasca uno spinello, ma è quella delle grandi organizzazioni criminali, per le quali le banche internazionali sono diventate ormai un mezzo di supporto assolutamente indispensabile.

Massimo Mazzucco

Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4173

venerdì 1 febbraio 2013

Germania rimpatria oro. Motivo? Rischio di una grande crisi globale


Banche Economia
Crisi valutaria, implosione dell'euro, o fallimento Usa: Berlino agisce prima che sia troppo tardi. Rumor: anche l'Olanda si prepara. D'altronde i lingotti non sono solo commodity e strumenti di trading. Sono moneta: che può essere utilizzata quando tutto il resto fallisce.

Nella foto lingotti d'oro. La Germania rimpatrierà quasi tutto il suo oro fisico all'estero.
La Germania riporterà in patria circa 36 miliardi di dollari in oro dai depositi negli Stati Uniti e in Francia. Ha affidato a una nota il suo messaggio la Bundesbank: lì in poche righe, la Banca centrale del paese ha comunicato il rientro entro il 2020 nelle casse tedesche di 374 tonnellate d'oro immagazzinate a Parigi. Mentre ulteriori 300 tonnellate faranno ritorno in Germania da New York. Calcolatrice alla mano, entro il 2020 la Germania distribuirà l'oro in modo da avere la metà delle sue 3.400 tonnellate a Berlino, mantenendo il 37% delle riserve a New York e il 13% a Londra.

Secondo gli esperti dietro queste manovre di rientro del metallo prezioso c'è una strategia chiara che a qualcuno sfugge, dal momento che la Germania possiede già parecchio oro in casa, le riserve complessive della Banca centrale tedesca che ammontano a 183 miliardi di dollari in oro rappresentano circa il 10% di tutto l'oro mondiale e un simile trasloco ha costi notevoli.


Cosa sta succedendo? Gli economisti sono convinti che la Bundesbank ritenga plausibile una crisi anche di grande proporzione. I media, infatti, spesso non pongono l'accento sul fatto che, in caso di eventuale fallimento degli Stati Uniti, implosione dell'euro o di una catastrofe finanziaria di grande portata, l'accesso all'oro sarebbe quasi certamente limitato.
Insomma, se la Germania volesse rientrare in possesso del suo oro in tempi di crisi conclamata, qualsiasi richiesta di trasferimento sarebbe difficile da concretizzarsi e, come minimo, ci sarebbero ritardi.

Nel peggiore dei casi tali richieste potrebbero essere negate, a seconda della circostanza del momento. Ecco spiegato dunque perché Berlino ha deciso di non aspettare più tempo. Si sta probabilmente preparando a fronteggiare un evento di grande portata: che forse non è probabile che accada nel breve termine, ma che è sicuramente possibile. L'atteggiamento della Germania conferma e anzi rafforza il fatto che l'oro, alla fine, è sinonimo di moneta. Il lingotto fisico, in definitiva, non è solo una commodity, o un veicolo per fare trading giornaliero, o anche un investimento. E' una protezione, un hedge che protegge contro determinati eventi: e, in casi estremi, diventa qualcosa che può essere utilizzato per pagare beni o servizi, quando tutti gli altri mezzi di pagamento falliscono.

E visto che ormai si parla di crisi valutaria, visto che la stessa Bundesbank è consapevole di questo rischio, si decide di rimpatriare, a maggior ragione, le quantità dell'oro. Purtroppo c'è da ricordare un particolare che viene spesso dimenticato: nessuna valuta dura per sempre. E a questo punto una crisi valutaria è inevitabile visto che niente è mutato nei livelli dei debiti dei paesi mondiale, dei deficit, nella stampa di moneta: a parte il fatto che tali fenomeni continuano a crescere.

E ora ci sono rumor secondo cui anche l'Olanda e l'Azerbaijan sono pronti a rimpatriare parte dell'oro dislocato all'estero. Corsa all'oro come corsa agli sportelli?

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1490688/alert/germania-rimpatria-oro-motivo-rischio-di-una-grande-crisi-globale.aspx

Nulla accade per caso


Banche Finanza Politica
Cosa dicono e cosa tacciono i media? Dallo scandalo Monte dei Paschi di Siena al fallimento di Cipro, dalle notizie dette a quelle nascoste, dai politici sostenuti dai poteri forti alle realtà annientate dal silenzio delle tv: ma noi abbiamo capito che nulla accade per caso.


Fonte: http://ilpuntotv.blogspot.it/2013/02/nulla-accade-per-caso.html

mercoledì 30 gennaio 2013

Marra annuncia battaglia agli "influencer"


Banche Cronaca Politica
Leggete Qui il bellissimo articolo dell'amico 'passista' Marco Della Luna in relazione alla mostruosa vicenda del Monte Paschi, la cui vera mostruosità consiste però nel fatto che di vicende analoghe sono piene tutte le banche d'Italia le quali, tra le tante altre cose, hanno tutte riempito di derivati tutti i comuni d'Italia.

Colgo l'occasione per dire agli amici signoraggisti e sovranisti talmente 'puri' da pensare che dobbiamo discriminare coloro che vogliono aiutarci a sconfiggere i crimini del potere bancario, che Intesa Popolare e il suo segretario Giampiero Catone non ci hanno chiesto di aderire a nessun loro progetto, ma si sono solo offerti di sostenere il nostro, sicché contrastare una cosa simile, oltre ad essere ingeneroso, è stupido. Aggiungo che sono o degli influencer o anch'essi degli sciocchi coloro che o fingono o continuano davvero a non capire che il motivo per il quale sono stato presente in varie forze politiche è che non condivido né la destra né la sinistra né il centro, e che, ovunque vada, resto sempre vestito dei miei panni ideologici e mi muovo nella logica di 'convertire' gli altri alle tesi del PAS. Perché ripeto che la rivoluzione culturale non possiamo farla importando dei marziani, ma dobbiamo farla con gli uomini di questo mondo.Concludo, sempre a proposito di influencer, diffamatori e simili, che chiederò oggi stesso alla Polizia Postale la chiusura di Nonciclopedia, querelando e citando in giudizio civilmente i responsabili per 500.000 euro di danni, perché questi figuri privi nella vita di scopi diversi da quello di mistificare la realtà, insultare e diffamare hanno scritto, tra le tante altre falsità e idiozie, inventandolo dolosamente dal nulla allo scopo preciso di ledere le mie iniziative politiche e culturali, che avrei avuto una condanna a due anni di carcere per concorso esterno in associazione camorristica e voto di scambio. Azioni per diffamazioni e risarcimento danni che il PAS, tramite avvocati di sua fiducia, farà per tutti coloro che lo chiederanno, perché bisogna liberare la rete dai cialtroni e dai delinquenti che la appestano. Azioni che proporremo anche contro i siti che usano i blog e 'liberi commenti del pubblico' per diffamare e insultare, fingendo di non sapere che sussiste l'obbligo di controllare, prima di pubblicarlo, ciò che 'il pubblico' scrive (quando non sia 'pubblico' inventato all'uopo, perché ripeto che la rete gronda di influencer). Azioni legali che proporremo innanzitutto contro youtube quale responsabile dei reati che commettono i suoi commentatori, perché un reato è un reato, e nessuna prassi, nazionale o planetaria che sia, lo può legittimare. Tanto più che youtube, tra clamorose falsificazioni dei contatori, rimozioni arbitrarie, filtri e strategie degli insulti e della diffamazione – ha messo la sua importante funzione al servizio dei poteri bancari che ci dominano. Cose del resto ben note perché google, proprietaria di youtube, fa anch'essa parte del Bilderberg, così come Microsoft e quasi tutte le massime aziende, politici, giornali, giornalisti ecc., del mondo, a partire da Obama.

Alfonso Luigi Marra

venerdì 25 gennaio 2013

Adesso è la Svizzera che vuole il suo oro indietro


Banche Cronaca Economia
Tra non molto il Parlamento sara' spinto a indire un referendum per il rimpatrio di 1.074 tonnellate di riserve auree depositate all'estero. L'iniziativa non piacera' al cartello delle banche.

Quanto alla quantita' potenziale di oro da rimpatriare, si parla di 1.040 tonnellate.
Dopo l'annuncio della scorsa settimana della Bundesbank, che ha deciso di rimpatriare 674 tonnellate di oro da Parigi e New York nei prossimi 7 anni, era facile immaginare l'inizio di un trend e lo scatenarsi di una valanga di richieste di rimpatri a Bank Of England e Fed di New York.

La prossima in fila potrebbe essere la Svizzera. L'iniziativa per assicurare le riserve auree della banca nazionale elvetica (SNB), lanciata a marzo dell'anno scorso da quattro membri del Parlamento, ha gia' raccolto 90.000 sostenitori. Una volta raggiunta quota 100.000, i deputati dovranno indire un referendum.

La gente a quel punto, come riporta Post Finance, avra' il diritto di rispondere a tre quesiti, che non piaceranno affatto al cartello delle banche:

1) mantenere d'ora in poi l'oro (fisicamente, si parla di lingotti) in Svizzera, ovvero procedere al rimpatrio.

2) Prevenire e vietare che la Banza nazionale venda una somma superiore alle riserve aure a disposizione

3) Che una percentuale minima del 20% degli asset in possesso della SNB sia costituita da lingotti d'oro conservati in Svizzera.

Quanto alla quantita' potenziale di oro da rimpatriare, si parla di 1.040 tonnellate.

Fonte: http://www.wallstreetitalia.com/article/1487594/alert/adesso-e-la-svizzera-che-vuole-il-suo-oro-indietro.aspx

giovedì 24 gennaio 2013

L'ITALIA PUO' FALLIRE: ORA ANCHE PER LEGGE


Banche Economia Finanza Politica
Esistono chiari segnali che ci informano che la ristrutturazione del debito pubblico italiano, non è affatto una ipotesi impossibile. 

 di Paolo Cardenà-
Ogni paese europeo, infatti, potrà legittimamente rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori.
Anzi, a dirla tutta, le probabilità che ciò avvenga aumentano di giorno in giorno con l'aggravarsi della crisi economica, che tende a rendere sempre meno sostenibile il debito pubblico. Debito, che ha sforato il tetto dei 2000 miliardi, con un trend in notevole ascesa soprattutto nell'ultimo anno, dove il debito pubblico, nonostante la spremitura di tasse operata da parte del governo Monti, è cresciuto di oltre 100 miliardi di euro.

E' evidente che, al netto di quanto viene rappresentato dai media e dai nostri governanti a proposito della sostenibilità del nostro debito pubblico, esiste certamente un buon numero di ragioni per essere abbastanza preoccupati sulla possibilità che possa verificarsi un evento creditizio. E tale preoccupazione nasce da una semplice consapevolezza: il debito pubblico italiano, nella sua connotazione attuale, è difficilmente ripagabile. Questa consapevolezza, aumenta con il protrarsi di questa crisi che sembra inasprirsi sempre più.
Il timore di un evento creditizio sul debito sovrano italiano, è confermato proprio leggendo un comunicato stampa del Ministero dell'Economia e delle Finanze, il n. 186 del 19/12/2012, nel quale si legge espressamente:

"E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 18 dicembre 2012 il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 dicembre 2012, con il quale è stabilito che, a partire dal 1° gennaio 2013, le nuove emissioni di titoli di Stato aventi scadenza superiore ad un anno saranno soggette alle clausole di azione collettiva (CACs). Il decreto precisa che per nuove emissioni si intendono quelle la cui prima tranche è emessa a partire dal 1° gennaio 2013. L’introduzione delle CACs nei titoli di Stato, obbligatoria ai sensi del Trattato sul Meccanismo Europeo di Stabilità segue lo schema approvato dal Comitato Economico e Finanziario dell’Unione Europea. Fanno parte integrante del decreto due allegati, il primo dei quali (allegato A) riporta le clausole per tutti i tipi esistenti di Buoni del Tesoro Poliennali, inclusi quelli indicizzati all’inflazione (BTP€i e BTP Italia), e di Certificati di Credito del Tesoro, inclusi quelli zero-coupon (CTZ). L’allegato B, invece, riguarda eventuali emissioni di titoli aventi caratteristiche differenti o di diversa tipologia rispetto a quelli citati,. Le CACs saranno introdotte anche per le emissioni sui mercati internazionali. Le CACs hanno impatto anche sull’attività di stripping così come prevista nel nuovo decreto ministeriale, anch’esso del 7 dicembre 2012, in quanto non vi sarà fungibilità tra componenti separate di titoli soggetti alle CACs e componenti separate di titoli non soggetti alle dette clausole."


Il significato di questo comunicato, lo spiega un ottimo articolo di Pasquale Marinelli, pubblicato sul suo Blog:

"Ebbene, eccovi un’interessante notizia. Da quest’anno, come stabilito nel trattato che istituisce il fondo salva stati (ESM), tutti i paesi europei sono obbligati ad applicare le Clausole di Azione Collettiva (CAC) sui propri titoli di debito pubblico di nuova emissione. Leggete qui il comunicato del ministero del'economia e delle finanze.Cosa sono le CAC? Esse sono postille (vere e proprie clausole vessatorie) previste sui nuovi titoli di stato di durata superiore a 12 mesi, emessi da ogni paese europeo aderente all’ESM (leggi qui il trattato), con la prima cedola scadente a partire dalla data del 1 gennaio 2013. Le CAC regolano la possibilità, per uno stato che versa in una condizione di crisi del debito sovrano, di ricontrattare interessi, scadenze e di proporre agli investitori lo scambio con obbligazioni di diversa tipologia. Gli accordi europei prevedono espressamente che l’emissione di titoli di debito pubblico con le CAC non deve superare il 45% del totale emesso in un anno (leggi qui le linee guida del dipartimento del tesoro, sulla gestione del debito pubblico del 2013).In pratica, grazie al trattato che istituisce il fondo salva stati (a cui anche l’Italia ha aderito), BOT e BTP non saranno più garantiti dallo stato. Ogni paese europeo, infatti, potrà legittimamente rinegoziare la propria esposizione debitoria con gli investitori, facendo saltare all’aria gli accordi originari divenuti per esso insostenibili (un po’ come già accade in Italia con la previdenza sociale; passano gli anni e lo stato modifica continuamente le condizioni per andare in pensione, facendo subire un danno al contribuente il quale vede sempre di più allontanarsi il giorno in cui poter accedere alla pensione e sempre più diminuire la sua entità).Il limite di emissione del 45% è sicuramente una tutela affinché la maggior parte dei titoli di debito pubblico di nuova emissione resti garantito così come lo sono sempre stati. Ma io non ci conterei troppo; quanto tempo passerà affinché tale limite venga modificato e aumentato, fino ad avvicinarsi al 100%? Che grado di affidabilità avrebbero questi titoli nei confronti degli investitori, di cui lo stato emittente può cambiare le condizioni iniziali di sottoscrizione, quando e come più conviene ad esso? Certo, il rendimento di questa nuova tipologia di titoli pubblici sarebbe più alto rispetto a quelli tradizionali, proprio perché in essi sarebbe insito il rischio di ricontrattazione in negativo da parte dello stato, in caso di default. Ma se ciò è espressamente previsto in queste CAC le quali, per legge, possono essere aggiunte ai titoli di debito pubblico di nuova emissione, allora questo trattato sfaterebbe il secolare mito, secondo il quale investire in titoli di stato sarebbe un investimento sicuro. In definitiva, dal 2013 il fallimento di uno stato è previsto per legge.Noi, umili blogger studiosi dei fenomeni economici, sono anni che mettiamo in allerta le famiglie risparmiatrici circa il fatto che i titoli pubblici non sono sicuri come ci hanno sempre insegnato, che gli stati come l’Italia sono a rischio di fallimento. Ci è stato sempre replicato (soprattutto dagli economisti, quelli sapientoni) che un soggetto statale è un’entità troppo grande per fallire e non garantire il proprio debito. Ma allora, se così fosse, perché prendere l’iniziativa di adottare queste clausole che, di fatto, pongono gli stati in una posizione privilegiata rispetto all’investitore, in caso di rischio? A quale rischio lo stato si cautelerebbe, grazie all’adozione di queste clausole, se non a quello di finire con le gambe all’aria?Visto che la legge è la legge, da oggi è certo, lo possiamo dire tutti (anche quegli economisti sapientoni) che i titoli di debito pubblico non sono titoli da investimento sicuro e che uno stato può fallire. Adesso lo dice anche la legge!"

Quindi, in buona sostanza, con l'adozione di tali clausole (CAC), diventa legge la possibilità di ristrutturare il debito sovrano (default).

La Clausola di azione collettiva e’ stata finora inserita e attivata retroattivamente nella prima ristrutturazione del debito pubblico della Grecia in mano ai privati. Allora, marzo 2012, le adesioni degli investitori avevano toccato l’85% dei titoli oggetto della ristrutturazione contro una soglia minima del 95%, che fu raggiunta proprio attivando la Cac che, fissando un quorum di maggioranza tra i possessori dei bond ellenici oggetto della ristrutturazione,estendeva l’obbligo di adesione, e di perdite, anche a coloro che non avevano aderito alla proposta.

Secondo alcuni analisti, è ancora presto per determinare gli effetti dell’introduzione della Cac sul mercato del debito pubblico. La presenza di questa clausola, potrebbe determinare una modesta segmentazione nei rendimenti dei titoli di stato collocati da una stato dell’Eurozona.

Quelli emessi fino al 31 dicembre 2012, dovrebbero, almeno sul piano teorico, offrire rendimenti leggermente inferiori a quelli di nuova emissione, in quanto questi ultimi incorporano un elemento coercitivo di rischio nel caso di ristrutturazione del debito.

Fonte: http://www.vincitorievinti.com/2013/01/litalia-puo-fallire-ora-anche-per-legge.html#more

Parusìa sulla chiusura di Pontifex


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Lettera a commento dell’articolo del 22 gennaio 2013 pubblicato sul Corriere della Sera 

Siamo in piena Apocalisse e prevale, ovunque, il Mysterium Iniquitatis!
Gentile Benedetta Argentieri, a proposito della chiusura del sito cattolico Pontifex.Roma (per me ancora sufficientemente legato alla gerarchia ecclesiastica e a Benedetto XVI per poter pensare ad una chiusura definitiva), mi sento di comunicarle che, come co-fondatore di Escogitur (forum che ho chiuso da oltre un anno per autocensura contro coloro che pur leggendomi si giuggiolavano in “mammona” pur parlando di Dio, Chiesa, Papa e Vangelo, senza decidere di lasciare questo “Sistema Surreale” con i suoi inganni e le sue matrici che presto ci porterà alla microchippatura per legge come succederà in America da aprile 2013) esistono fra i siti di controinformazione anche quelli che sostengono come me una netta posizione apocalittica: ossia, a Roma c’è la “sedevacante”, e quindi per l’assenza stessa del Katechon o Papa “pontefice” tra Cielo e Terra e ostacolatore” della sopraffazione dei pochi pervertitori contro gli indifesi ed il Creato, tutto oramai è possibile. Infatti, senza una Vera Autorità Morale che urla dai tetti gli Abomini; e causa egli stesso, per il perdurare dei silenzi assordanti, della Desolazione in Luogo Santo, c’è ben poco da stare sereni e allegri. Siamo di fronte ai precursori dell’Antricristo e molti “giornalisti” li celebrano pure come Santi. Si immagini il peggio e lo moltiplichi per 100.

Siamo in piena Apocalisse e prevale, ovunque, il Mysterium Iniquitatis! La peggiore massoneria infatti è quella ecclesiastica infiltrata ovunque, anche fra i poteri degli Stati, affiancando presidenti, banchieri e magistrati. Quindi non si preoccupi. Lei ed io siamo comunque parte di questa situazione! Però, quel che c’è da dire, abbiamo l’obbligo di farlo con tutte le nostre forze, perchè non possiamo delegare ad altri nè la Verità (non essendoci più autorità in grado di enunciarla) e ne la Carità (essendo in pochi a distinguere la vera carità cristiana da beneficienza e filantropia) soprattutto se siamo coinvolti nel processo e siamo informati dei fatti. Altro che debito, dunque, altro che guerre, altro che controlli sul genere umano, altro che Grande Fratello e riduzione delle libertà di parola, di espressione, di stampa. Qui siamo di fronte ad una guerra invisibile che ci sta distruggendo l’anima, sottraendo tutto il nostro tempo, disarmando di ogni convenzione umana, mettendo l’uno contro l’altro fuori dalla retta ragione, alienando di ogni senso di identità, partecipazione, bene comune, bellezza e buon governo. Lei certamente saprà le ragioni per cui è stata uccisa la sua collega Maria Grazia Cutuli. Non per un semplice caso del destino, in quel giorno in Afghanistan (dove sono stato 5 mesi), ma perchè indagava sui casi di pedofilia in Belgio, che poi scoperchiarono ben altri reati al vertice del Governo di Bruxelles e nella Chiesa Cattolica, quali il programma Monarch ed il ricatto con cui si autosostengono gli oligarchi di tutto il mondo, i massoni ed i “pedofili preti” presi in fragranza di reato proprio contro i bambini. L’atto più obbrobrioso che si possa commettere e che nessuno mai ti perdonerà. Tutto questo ovviamente serve per “stabilizzare” il potere. Maria Grazia Cutuli lo aveva scoperto e lo stava per denunciare. Ne sa qualcosa il magistrato Paolo Ferraro, altra vittima del sistema per aver denunciato la combine magistratura-esercito-massoneria-satanismo-pedofilia-haarp-finanza-politica. Lei certamente sa le ragioni per cui è morto il suo collega Walter Tobagi, che per ricercare e dire la verità sui casi che hanno contrassegnato gli eventi degli anni ’70 all’insegna della stagione stragista, è stato ucciso per un patto sindacale “dei figli delle famiglie delle elite” dentro il suo stesso giornale. Potrei citarle Mauro De Mauro, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Fava, Giuseppe Rostagno, Giuseppe Impastato, Giancarlo Siani, Mino Pecorelli, Ilaria Alpi, Antonio Russo… Carlo Casalegno, l’ex vicedirettore de La Stampa e l’inviato speciale del Corriere della Sera Walter Tobagi, presidente dell’Associazione lombarda dei giornalisti, entrambi assassinati dalle Br, paradossalmente mancavano nel 1999 nel muro della memoria nel Journalist Memorial, una suggestiva struttura di vetro, che si trova accanto al NewMuseum di Arlington-Virginia (USA) dove sono incisi circa 1400 nomi di giornalisti, fotografi e operatori morti nel mondo a partire dal 1812. Ora, a me pare che oggi come ieri i giornalisti stipendiati invece di chiudersi a coorte e fare quadrato fra loro per denunciare le “verità” sottomesse al potere, come propaggine asservita alla “propaganda di regime” e sostituite dalla menzogna a protezione degli interessi di piccoli gruppi oligarchi o della stegocrazia, piuttosto che essere paladini di civiltà e verità, si costituiscono corpo miliziano a protezione dei loro padroni dell’iniquità e delle empietà, che sono ovunque ci siano
  • delle stragi,
  • delle politiche abortiste,
  • degli stermini di massa, del terrore,
  • delle rivoluzioni colorate,
  • delle morti eccellenti,
  • delle perdite di anime,
  • della cronicizzazione delle malattie,
  • dei disfacimenti economico-finanziari, sociali e culturali,
  • sottrazione ai popoli del diritto naturale di autodeterminarsi
senza entrare per forza nelle logiche illuministe della democrazia che secondo quello che voi scrivete si invererebbe con i ricorsi e la dipendenza dal Governo Mondiale (e con lui tutte le cinghie di trasmissione del Gruppo dei 33, dei 300, Bilderberg, Trilateral, CFR, Pilgrims, Fabian, Around Table, Vaticano Secondo, ecc.) legato a doppia mandata alla Federal Reserve e alla BCE; dipendenza degli Stati e dei Governi (salvo l’eliminazione tout court dei rappresentanti politici, dei magistrati, dei militari e poliziotti e dei giornalisti che vi si oppongono e ostacolano le trattative), quindi, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale, dalla NATO, dall’ONU e quindi dalla Lucis Trust (il top della New Age e del NUOVO ORDINE MONDIALE con tutti i suoi rituali che vanno dalle Pasque di Sangue, ai piani Gender persino passando dalla programmazione Monarch, dai GayPride e dal sincretismo religioso), dalle Multinazionali criminali dei petrolieri e della finanza, dalla Monsanto (leggasi OGM, Codex Alimentarius, scie chimiche, crollo dell’occupazione nei comparti agricoli e nelle filiere corte, royalties sui semi) e della transumanizzazione in atto per completare il programma apocalittico del nuovo ordine mondiale. E poi c’è la Mafia che si attiene ad essere un prestatore di servizio per i Poteri Occulti, nulla di più, ma su cui voi giornalisti riuscite sempre a dare il meglio, nel limite del possibile e delle vostre prerogative e delle possibilità concesse di sapere e dire, pur di non toccare il vero Centro di Potere da cui tutto si dispiega e dare ogni tanto un contentino al popolo bue. Vi fanno da V colonna i film hollywoodiani che alimentano nell’immaginario collettivo tutta una fantastoria di buoni e cattivi, talvolta uniti persino per combattere l’alieno che arriva da altri pianeti. Ecco cosa è che voi intendete per Democrazia. Perchè non è stata fatta una intervista “che è una” a Romano Prodi, dacchè Ban Ki-Moon lo ha nominato responsabile ONU dell’area Mali abbiamo solo assistito ad un attacco unilaterale della Francia e dei suoi alleati contro una popolazione inerme: forse perchè lì ci sono quantità di uranio, petrolio, gas sufficienti per nutrire le centrali nucleari e le guerre per i prossimi 10 anni? Perchè non raccontate che la Goldman Sachs praticamente detiene il controllo di tutta l’Europa e che il debito tanto sbandierato con il pareggio in bilancio nella Costituzione voluto dalla BCE e dal Commissario Europeo non è altro che una forma per impoverirci e mantenerci sotto la soglia della povertà? Perchè non avete raccontato come in realtà si viveva il Libia ai tempi di Gheddafi? Avete perso quello che è più naturale per un giornalista di inchiesta: avere la fierezza di denunciare tutto ciò che nasce storto o peggio ancora va contro la Costituzione ed i Diritti di un Popolo; avete perso la fierezza di sentirvi i paladini di tutte le sovranità, monetaria, alimentare, energetica, informativa, sanitaria degli Stati, senza le quali ogni Diritto decade ipso facto per finire sotto il diretto controllo dei decisori del cui corpo, lo sappiate o no, fate parte. E sì, perchè tacendo da dove potete parlare e denunciare vi siete supinamente schierati dalla parte di chi è per propria natura esoterico e luciferino in odio contro la persona umana dal “concepimento” fino alla morte e quindi contro gli scambi naturali di beni, servizi e prodotti materiali e immateriali. Perchè per costoro gli esseri umani sono Figli di Dio da portare alla perdizione e all’annullamento. Faccia in modo anche lei, di non finire da quella parte della lista, compiendo un atto di orgoglio per distinguersi tra giornalisti “stipendiati” e “il giornalista”. Nella vita la dignità ha più peso che non la quantità di beni accumulati. E la paura può essere vinta! E siccome a molti piace giocare facile, come ha fatto lei in questo articolo su Pontifex.Roma, citando Bruno Volpe come un professionista che si preoccupa di quelle che per voi sono notizie marginali e “politicamente non corrette”, senza prendere una parte a difesa di un collega che tenta di muoversi in questa giungla di ciò che è lecito dire e no, vorrei farle pervenire questo mio pensiero: per noi Cattolici Resilienti (rispetto a tutti voi che amate la visibilità, l’ordine a cui appartenete e che vi vincola oltre misura, e che vi fa ripiegare ad una vita comoda, appellandovi al surrogato della notizia già tritata e masticata da altri per voi, alle facilitazioni delle “veline” ANSA dei servizi segreti o dei “cerchi sovrastrutturali” a cui dovete inchinarvi come ad una madre che vi dà il latte ed il nutrimento) i “veri” diritti inalienabili, inequivocabili, irreversibili e irrinunciabili della società civile, sono la vita, la procreazione, la conservazione della specie, le libertà di essere noi stessi secondo i talenti che il Cielo di dà, e per logica, la morale cattolica impostata sul Vangelo di Nostro Signore Unico Salvatore. Quello che segue è il discorso che John Swinton, l’allora redattore-capo del New York Times, pronunciò in occasione di un banchetto con i suoi colleghi, 150 anni fa ai tempi di Porta Pia, per intenderci, presso l’American Press Association:
“In America, in questo periodo della storia del mondo, una stampa indipendente non esiste. Lo sapete voi e lo so pure io. Non c’è nessuno di voi che oserebbe scrivere le proprie vere opinioni, e già sapete anticipatamente che se lo facesse esse non verrebbero mai pubblicate. Io sono pagato un tanto alla settimana per tenere le mie opinioni oneste fuori dal giornale col quale ho rapporti. Altri di voi sono pagati in modo simile per cose simili, e chi di voi fosse così pazzo da scrivere opinioni oneste, si ritroverebbe subito per strada a cercarsi un altro lavoro. Se io permettessi alle mie vere opinioni di apparire su un numero del mio giornale, prima di ventiquattr’ore la mia occupazione sarebbe liquidata. Il lavoro del giornalista è quello di distruggere la verità, di mentire spudoratamente, di corrompere, di diffamare, di scodinzolare ai piedi della ricchezza, e di vendere il proprio Paese e la sua gente per il suo pane quotidiano. Lo sapete voi e lo so pure io. E allora, che pazzia è mai questa di brindare a una stampa indipendente? noi siamo gli arnesi e i vassalli di uomini ricchi che stanno dietro le quinte. Noi siamo dei burattini, loro tirano i fili e noi balliamo. I nostri talenti, le nostre possibilità, le nostre vite, sono tutto proprietà di altri. Noi siamo delle prostitute intellettuali.”
Provi a guardare in un’altra maniera d’ora in poi le persone come Bruno Volpe e chi nella rete cerca di portare l’informazione che a voi o sfugge o sembra irriverente verso i poteri forti e la società in dissoluzione. Parusìa in Gesù Adveniente e Maria CorRedentrice
 
Fonte:  http://www.stampalibera.com/?p=58989#more-58989