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lunedì 4 febbraio 2013

Terremoto Garfagnana: compaiono “vulcanelli di fango” sulle rive del laghetto di Pra’ di Lama


Salute e Ambiente
L'esperta Fedora Quattrocchi monitora l'area "Valori di temperatura, Ph dell’acqua, salinità, presenza del gas radon, livello piezometrico dei pozzi rappresentano valori che possono contribuire a capire il rischio sismico" 

Sono importanti le segnalazioni dei residenti nella zona
Lucca, 3 febbraio 2013 – Sulle rive del laghetto di Pra’ di Lama, a Pieve Fosciana in Garfagnana, sono spuntati «vulcanelli di fango» da cui fuoriesce un gas. La segnalazione è arrivata venerdì pomeriggio alla sala operativa dell’Istituto nazionale di geofisica ed è stata immediatamente girata alla ricercatrice Fedora Quattrocchi, responsabile dell’unità funzionale geochimica dei fluidi, stoccaggio geologico e geotermia della sezione sismologia e tettonofisica, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

L’esperta sarà in Garfagnana da domani e per quattro giorni per misurare tutta una serie di parametri legati allo sciame sismico tuttora in corso dal 25 gennaio. Indagini soprattutto sulle acque termali della zona. «Valori di temperatura, Ph dell’acqua, salinità, presenza del gas radon, livello piezometrico dei pozzi ecc. rappresentano valori che insieme all’osservazione del comportamento degli animali possono contribuire a capire il rischio sismico e forse, un giorno, arrivare a determinare con precisione dove e quando colpirà un forte terremoto».
Lancia un appello ai cittadini…

«Sono importanti le segnalazioni dei residenti nella zona — dice Fedora Quattrocchi — e per questo invito chi ha notato fenomeni rilevanti a inviarmi una segnalazione alla mia e-mail: fedora.quattrocchi@ingv.it».



Cosa serve per arrivare a prevedere i terremoti?

«Finora stiamo svolgendo ricerche un po’ in tutte le direzioni. Certo è necessario sviluppare anche il settore che si occupi di valutare oggettivamente i transienti che in letteratura sono definiti di ‘breve e brevissimo termine’ non sismologici: le variazioni dei fluidi, nelle deformazioni del suolo, nel comportamento degli animali, nei segnali elettromagnetici, ecc. Non lo dico perché il mio gruppo di lavoro se ne occupa, ma perché ormai dovrebbe essere un fatto scontato. I transienti a breve e brevissimo termine vanno studiati in modo multidisciplinare e sempre con la priorità di comprendere tutto il processo di preparazione di forti eventi sismici, e non solo dal punto di vista sismologico, ma geomeccanico, geochimico, tettonico, elettromagnetico, ecc.»

Fonte: http://www.lanazione.it/lucca/cronaca/2013/02/03/840115-terremoto-garfagnana-sisma-vulcanelli.shtml

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